Telegramma di Porcu alla procura di Sassari - EMERGENZA MAGISTRATURA

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Telegramma di Porcu alla procura di Sassari

STATUTO BANCO SARDEGNA > Elenco imperdibile dei procedimenti penali scaturiti dallepisodio 17/10/90

Siamo all'ottobre 1990
Premessa:
il 27/07/90 era apparsa la legge "Amato" o "Amato-Carli" n.218/90. Scopo dichiarato della legge era dare inizio alla privatizzazione delle banche pubbliche (che da decenni costituivano un cancro insaziabile a carico di tutta la Società). Destinatario dela legge Amato era anche  il Banco di Sardegna, che, nato nel 1953 nel 1990 era ancora giuridicamente un Istituto di Credito di Diritto Pubblico (ICDP). Nel 1990 la forma ICDP era obsoleta, dannosa, tragicomica. Come sarebbe se la Fiat fosse retta da uno statuto del tipo dell'Associazione caritatevole. Od anche se il sistema fiscale fosse costituito da una cassetta per le elemosine.
 
Il Fatto.
Al momento ero uno dei cinque membri del comitato esecutivo del Banco. Dottore commercialista nominato nell'aprile '89 nel Banco dalla politica, ma come tecnico "neutrale", non appartenente nè obbediente ad alcun partito o ad alcuna corrente.

A fine settembre apprendo che il 27/09/1990 il consiglio d'amministrazione del Banco, (organo di cui non favevo parte, e che a dispetto della denominazione aveva compiti statutari propri non di un cda ma di un'assemblea), aveva incredibilmente approvato un "nuovo" statuto preistoriso, ridicolo e foriero di disgrazie colossali, chiaramente "contro" la legge Amato.

Con l'ulteriore ridicolaggine che nel Banco gli autori e sostenitori del "nuovo" statuto andavano sostenendo che lo stesso dava attuazione  alla legge Amato.

I data 15/10/90 spedisco due documenti a ciascun membro del CdA due missive, (che poi nel CdA del 5/11/90 sarebbeo state nominate "i due libelli del dr.Porcu"):

a) prot. n. 241/90 di 11 fogli (con puntuale analisi tecnica) "sui problemi procedurali irrisolti" e
b) prot. n. 242/90 sul progetto di statuto approvato dal CDA il 27/09/90.

Nel "libello" n.241/90 riepilogavo quelli che eufemisticamente definivo "problemi procedurali irrisolti": relazioni tecniche senza firma, inziative presidenziali in materie non di sua competenza, ecc..

Nel "libello" n. 242/90  invitavo il CdA a non dar seguito alla deliebra 27/09/90 perchè il testo approvato era non del tipo "impresa" disegnato e voluto dalla legge Amato, ma precisamente, e risibilmente, del tipo "istituzione". Esattamente il tipo di statuto che la legge Amato, il governo, le necessità tecniche dell'agire quotidiano delle banche, il furor di popolo, ecc., volevano che scomparisse dalla faccia della terra.

Continuavo precisando che il "nuovo" testo statutario era chiaramente tale da escludere il Banco dall'imminente riparto dei 1800 miliardi di cui all'art.5 della legge 218/90 detta "Amato". Infatti l'art.4/2 della legge tessa richiedeva espressamente (era lo scopo della legge), alle banche beneficiarie, di essere rette da uno statuto "impresa".
E cioè scritto sullo schema del DM "Andreatta" 27/02/1971, che preveda una struttura del tipo società per azioni e controlli più efficaci.

Naturalmente il CdA del 18/10/90 "rigetta" all'uninimità i miei due "libelli" con motivazioni generiche. Ad es. "Come si fa ad affrontare un presidente, ... ". Lo fa evitando ovviamente di fare un esame puntuale (pour cause:  impossibile), dei punti che analiticamente avevo indicati nei due libelli stessi.

Il patatrac nel Banco Sardegna  avviene tra il 18/10/90 ed il 9/11/90. Il 30/11/90 il governo pubblica sulla GU il d.lgs. 20/11/90 n.358/90, che conferma in pieno la catastrofica previsione di Gian Paolo Porcu dell'ottobre precedente: il 30/11/90 è ufficiale e definitivo. Neppure una lira al Banco diSardegna, i 5.800 miliardi vengono distribuiti tra sole tre banche: BNL, Banco Napoli e Banco di Sicilia.

L'analisi tecnica, condotta sulla legge 218/90 e sul DM 27/02/ , degli statuti delle quattro banche confermerà: le tre banche beneficiarie hanno uno statuto "impresa" mentre il Banco di Sardegna ha uno statuto "istituzione".

Non solo: lo statuto "istituzione"  adottato con le due delibere dell 27/9/90 e del 18/10/90, continua la sua opera nefasta. Consente che la gestione del Banco venga continuata, tramite accorte lottizzazioni, da personaggi di sicura fede politica. Infatti, fino a prova contraria, nessuno di quei personaggi salvo due eccezioni, aveva mai fatto l'imprenditore prima e neppure dopo l'esperienza nel Banco ha avuto mai ncarico imprenditoriale da nessuna parte.

Lo statuto 18/10/9 il CdA ha n Paolo Porcu. E come puntualmente si verificherà ai primi del 2000. Quando, per cacciare con i forconi i politici dalla gestione del Banco, la Banca d'Italia ne imporrà la vendita alla BiPER.

E così la Sardegna resta senza la sua più potente banca, che oggi pensa in emiliano.

Visti inutili i suoi pacifici sforzi, Gian Paolo Porcu, col telegramma  12/11/90 prot.285/90, seguito da esposto circostanziato, investe l'a.g. assarese del primo procediemto che concerne lo statutuo 18/10/90 del Banco.

a 12/11/90 prot.285/90 e poi esposto Porcu alla procura di Sassari, che apre il pp n.4162/1990 Pm MOSSA, RGIP n.434/91 dr. F. PALOMBA
E' il primo esposto alla procura di Sassari in cui GP PORCU ha chiesto indagini per ipotesi di reato nell'approvazione dello statuto 18.10.90.

L’AG sassarese, pm e gip, non fa alcuna  indagine degna di questo nome. Nessun appuramento della natura dello statuto, nessuna spiegazione sull’avvenuta perdita dei pacco di miliardi sulla legge  - Amato.  Archiviazione alla grande dopo indagini ridicole.


ESITO DEL PP n.4162/1990 aperto dal telegramma PORCU 12/11/90 seguito da dettagliato esposto.

Sul telegramma 12/11/90 + esposto, la procura di Sassari apre il pp n.4162/1990 Pm MOSSA. Poi passa al RGIP n.434/91. Il gip dr. F. PALOMBA lo definisce con archiviazione.

L' "accusa" di Porcu era: il 18/10/90 il CdA del Banco ha fatto un'operazione pazzesca: ha adottato uno statuto "istituzione", assolutamente senza necessità o convenienza gestionale, e senza motivazione tecnica (anzi corredando la delibera con motivazione risibile). Il "nuovo" statuto ope legis avrebbe posto il Banco, per sua stessa e non per altrui volontà, in condizioni tecnico-giuridiche di essere irrimediabilmente escluso dal riparto dei 5.800 miliardi  (non precisamente noccioline).

Dunque all'Autorità Giudiziaria (pm e gip) s'imponeva

a) l'esame tecnico dello statuto, (era "istituzione" come diceva PORCU, o "impresa" come diceva il CDA?)
b) e s'imponeva, assolutamente, una paginetta della procura al governo:

dica il governo se il Banco ha fatto qualcosa, prima o dopo il d.lgs. 358/90, per avere una quota sui 5.800 miliardi. E comuqnue dica il governo perchè il Banco di Sardegna è stato escluso dal riparto.

Naturalmente, le due indagini a) e b) erano in grado di fare un male boia agli amministratori del Banco il 18/10/90 che avevano approvato il "nuovo" e risibile statuto.

Che ha fatto l'AG sassarese? Ha evitato come la peste le indagini necessarie. Nessun appuramento della natura dello statuto, nessuna spiegazione sull’avvenuta perdita dei pacco di miliardi sulla legge  - Amato.  Archiviazione alla grande dopo indagini ridicole.

E te pareva?




 
 
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