Sentenza del pretore SORO - EMERGENZA MAGISTRATURA

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Sentenza del pretore SORO

STATUTO BANCO SARDEGNA > Elenco imperdibile dei procedimenti penali scaturiti dallepisodio 17/10/90 > Livello 43

SENTENZA del PRETORE IDA SORO


Alle fine della terza ed ultima udienza molto probabilmente il pm  ha parlato per ultimo. il che renderebbe nullo il processo (e la condanna), perchè per legge per ultimo parla la difesa o l'imputato (art. 523/5 cpp).

Il pm ESPOSITO comunque, in conclusione ribadisce la richiesta di assoluzione ma manda un messaggio al pretore: chiedo l'assoluzione ma PORCU non s'lluda.

Che senso ha?

L'imputato non potrà provare la circostanza, che avrebbe annullato la condanna, perchè risibilmente è sparita la bobina dove è stata registrata la terza ed ultima udienza.

(Anche questa della scomparsa della decisiva bobina della terza udienza, è storia a parte che farebbe ridere se non facesse piangere!).

La SENTENZA di condanna del pretore SORO fa un polverone attorno al fatto evitandolo. Sullo statuto fa solo qualche cenno.

Il pretore dice di aver solo superficialmente letto lo statuto. Il che fa accapponnare la pelle. Ma come: il pretore condanna un imputato sulla supeficiale
lettura del fatto? E perchè non lo ha letto bene?
E si può fare una considerazione utile al processo ed alla sentenza solo dopo una lettura superficiale?

Ma il pretore, sulla lettura superficiale dello statuto fa una considerazione, a sostegno della sentenza di condanna, che fa rabbrividire.

Il pretore, rendendosi conto di dover pur dare una minima "condanna" a carico delle alle motivazioni che avevano indotto l'imputato a fare le telfonate minacciose dell 17/10/90, quelle motivazioni (dell'imputato) se le inventa. (Chi se le inventa è il pretore).

Nella sentenza il pretore dice

Orbene, è mio parere che siamo alla giustizia dell'inquisizione. Pqm.

1.- Quanto alla procedura ed al processo
:

di questa "motivazione" (attribuita in sentenza all'imputato), nel prcesso non se n'è parlato, non c'è stata alcuna accusda ne alcuna difesa. Insomma, non c'è stato il minimo contraddittorio, ed  allora il giudicante non se la può inventare e non la puiò porre a base della sua sentenza;

2.- Il merito è ancora più grave, pqm
.

Da tutto il processo pretorile consta che il membro del comitato esecutivo Gian Paolo Porcu non avrebbe avuto alcun vantaggio o svantaggio dall'aumento o diminuzione delle competenze del CE stesso. Perchè il Porcu era ormai in conflitto perenne ed insabile con gli altri quattro membri.

Se anche il CE avesse avuto la possibilità di dichiarare guerra a qualcuno oppure no, il Porcu non ne avrebbe avuto alcun vantaggio, perchè ormai non era l'emarginato Porcu che decideva. Non c'è nei verbali del CE una sola approvazione d'una proposta Porcu.

Il quale Porcu aveva fatto una quantità di questioni procedurali e di merito puntualmenmte disattese dal CE. (Vedi anche "libello" sulle questioni procedurali irrisolte.
Porcu aveva inviato, ugualmente, una quantità d'esposti alla, (vigilante, sic!, e faziosa, questo sì!), Banca d'Italia. La quale, puntualmente,  s'era girata dall'altra parte.

SENTENZA (SASSARESE) D'APPELLO, UNA VERA CHICCA


AMICI LETTORI,  (sempre che ne siate), avete letto (e spero valutato), quanto detto del processo in primo grado a Sassari (pretore SORO).

Ma non avete ancora visto niente, dello squallore tecnico di  cui è capace la nostra giustizia.

Non perdetevi la sentenza d'appello che ha confermato la condanna a mio carico.

E' una chicca che io valuto come davvero memorabile, che passerà alla Storia. E se alla Storia non passerà da sola, ce la farò passare io.

 
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