Processo pretore SORO, che condanna Porcu - EMERGENZA MAGISTRATURA

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Processo pretore SORO, che condanna Porcu

STATUTO BANCO SARDEGNA > Elenco imperdibile dei procedimenti penali scaturiti dallepisodio 17/10/90


C'erano state le due telefonate del 17/10/90, nelle quali il componente del comitato esecutivo Gian Paolo Porcu aveva minacciaro i componenti il consiglio d'amministrazione del Banco di Sardegna di epsosto alla procura della Repubblica se l'indomani il cda avesse approvato un deleterio nuovo statuto del Banco.

Il 18/10/90 il cda approva senza tema il "nuovo" statuto, e non succede niente.

Il 22/10/90 c'è una nuova riunione del comitato esecutivo. Tutti presenti: i cinque componenti, i cinque sindaci, il direttore della sede di Sassari della Banca d'Italia, ed i Dirigenti del Banco, per riferire sulle singole pratiche e verbalizzare.

Tutto tranquillo e sereno. Il "minacciante" del 17/10/90  viene trattato con leggera ironia. Come dire : "ma che credevi di fare?".

Ma l'indomani 23/10/90 nell'Isola scoppia una bomba clamorosa: la Nuova Sardegna pubblica in prma pagina  la notizia d'un precedente esposto alla Banco d'Italia, nel quale il componente del comitato esecutivo Gian Paolo Porcu denunciava assenza di trasparenza nell'agire del Banco.

Apriti Cielo! Nella stessa serata nella sede del Banco a Sassari c'è una vivace conferenza stampa, con media scrittie  via etere.

Il presidente del Banco prof. Lorenzo IDDA attacca brutalmente il dr. Gian Paolo PORCU. Non c'è nulla di irregolare, non c'è assenza di trasparenza. Veramente, l'unica assenza certa è quella del "contestatore" Porcu alla conferenza stampa.

L'indfomani e giorni successivi la stampa cartacea e via etere sarda, sedicente "libera" ed "indipendente", si guarda bene dal raccogliere in maniera corretta, le precise e dettagliate "denunce" del PORCU. Del PORCU solo qualche riga o frase generica che non dice nulla. Anzi, la scarsezza e la genericità delle "ragioni" del PORCU, così come riferite, potrebbero addirittura essere sintomo di "colpevolezza, perché non puntuali rispetto alle "accuse" riportate invece con grande risonanza.

 


PORCU viene discretamente invitato a dimettersi dal comitato esecutivo. In cambio potrebbe essergli attribuita una presidenza d'una consociata del Banco.

PORCU rifiuta.

A questo, punto  scattano due provvedimenti del cda: che delibera di denuciarlo alla procura, e poi di revocarlo dall'incarico in comitato esecutivo perchè "è venuta meno la  fiducia".

La previsione generale è che il processo si farà, ma Porcu verrà assolto perchè il fatto non costituisce reato.

Ma Gian Paolo Porcu fa adesso un errore strategico. Non ha capito con che armata a 360 gradi ha a che fare, e ricorre al TAR contro l'illegale delibera di revoca dal posto in comitato esecutivo.

Se il PORCU venisse assolto nel processo penale, avrebbe molte probabilità di rientrare in comitato esecutivo, magari con risarcimento danni.

Dunque ai denuncianti occorre che la si faccia finita, e che PORCU venga processato e condannato.

Segue la descrizione (sommaria) dei processi che Gian Paolo PORCU ha dovuto subire perchè occorreva eliminare un contestatore che addirittura voleva che il Banco venisse privatizzato, (come per legge Amato), e così sottratto il prima possibile alle brame degli incapaci poliici sardi.
  


 
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