La denuncia degli ammnistratori - EMERGENZA MAGISTRATURA

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La denuncia degli ammnistratori

STATUTO BANCO SARDEGNA > Elenco imperdibile dei procedimenti penali scaturiti dallepisodio 17/10/90 > Livello 43

Ecco la fotocopie delle cinque pagine della denuncia presentata l'11/11/90 dai componenti il consiglio d'amministrazione del Banco di Sardegna contro Gian Paolo Porcu.

Probabilmente in qualche monitor le pagine si leggono male. Chi è interessato potrà stamparle e poi trattarle, magari ingrandendo i caratteri.

Contenuo della denuncia 12/11/90
.

Salvo un po' di divagazioni ad colorandum il succo appare è il seguente (le virgolette sono mie):

"
Mentre il CdA del Banco stava compiendo un'operazione statutaria assolutamente legittima, nel'interesse del Banco, e per giunta in attuazione della "Legge Amato" (sic di Porcu!), il dr. Gian Paolo Porcu membro del comitatio esecutivo del Banco, con due telefonate (costituenti un unico disegno criminoso) da Cagliaria Sassari, al presidente ed al direttore generale del Banco, nel pomeriggio del 17/10/90, tentava d'impedire l'approvazione  del sacrosanto testo statutario per ragioni personali inaccettabili. Con la minaccia di esposto alla procura delle Repubblica ed eventuale pubblicazione sul Manifesto".

CARENZE TECNICHE, TECNICAMENTE RISIBILI DELLA DEUNCIA 12/11/90

Ecco le carenze tecniche della denuncia a carico Porcu presentata l'11/11/1900 dai componentid el CdA del banco di sArdegna, con l'assistenza del prof. avv. Luigi CONCAS .

La denuncia, pour cause,
non spiega tecnicamente

1.- Quale fosse l'aderenza alla legge Amato del testo statutario del quale Porcu intendeva impedire l'approvazione.
Spiegazione di Porcu
: non era vero, come dice le denuncia, che il testo del quale Porcu voleva impedire l'approvazione da parte del CdA fosse in esecuzione della legge Amato. Quindi spiegare tecnicamente lo statuto in rapporto alla legge Amato, entrando nei dettagli, non era e non è possibile neppure oggi (2017). Dunque per non guadagnare l'oscar delle barzellete, la denuncia 12/11/90 dice genericamente "legge Amato", ma non indica neppure un dettaglio.Amici: attenzione: non è stato un banale errore tecnico nella denuncia. E sarebbe banale considerarlo tale. Il fatto gravissimo che ci fa capire qual'è la temperatura della magistratura sarda, e che si può appurare anche oggi, (siamo nel 2017), perchè le carte ci sono, é il seguente:  com'è che un gruppo di qualificati professionisti - banchieri, assistiti da un principe del foro del calibro del prof. Luigi Concas, sparano in una denuncia un fatto determinante che non potranno mai spiegare? Ed ancora: come hanno pouto pensare, (o meglio com'è che hanno scomesso, e vinto la scommessa), sul fatto che pm e giudici avrebbero sorvolato?

2.- La denuncia 12/11/90 non spiega quali fossero gli interessi personali inaccettabili di Porcu.
Spiegazione di Porcu: idem con patate.

3.- La denuncia 12/11/90, delle telefonate 17/10/90 di Porcu, riferisce frasi estratte dal contesto. Non dice che Porcu aveva, nelle telefonate,  motivato la sua "minaccia" (capirete, di esposto alla procura!!!), col fatto che il testo statutario fosse medievale, clamorosamente contrario agli interessi del Banco e della Sardegna e solo giovevole alle immeritate poltrone di chi lo statuto stava approvando. Infine, la denuncia 12/11/90 si guarda bene dal riferire che il 17/10/90, (ed anche prima), il Porcu aveva previsto che quello statuto avrebbe eslcuso il Banco dal riparto dei 5.800 miliardi.

Spiegazione di Porcu: se i "denuncianti" avessero illustrato per intero, (magari per sintesi), i contenuti delle telefonate del 17/10/90 di Porcu, (dove in sostanza ripeteva i contenuti dei due "libelli" che il 15/10/90 il Porcu medesimo aveva inviato a casa di ciascuno dei componenti il CdA), la denuncia sarebbe stata, da un pm indipendente, cestinata per ridicolaggine ed assoluta inconsistenza e falsità.


Ma siamo a Sassari, Signori, non scherziamo. E Sassari è in Sardegna! E in Sardegna c'è la magistratura sarda!. E su Sassari, Sardegna e Banco, negli anni attorno al 1990, c'era "Francesco"  che vigilava notte e giorno.

 
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