Corte appello Cagliari, finalmente assoluzione! - EMERGENZA MAGISTRATURA

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Corte appello Cagliari, finalmente assoluzione!

STATUTO BANCO SARDEGNA > Elenco imperdibile dei procedimenti penali scaturiti dallepisodio 17/10/90

CORTE D'APPELLO DI CAGLIARI
FINALMENTE (DOPO CIRCA SEI ANNI) ASSOLUZIONE

Corte d’appello Cagliari

Paolo MASSIDDA,Mario BIDDAU e Fiorella PILATO.
Sulla sentenza non trovo il nome del PG

Sentenza n 285/96.

Assolve perché il fatto non costituisce reato. Sul merito dello statuto, finalmente la sentenza n.285/96 dice qualcosa. E non poteva essere che qualcosa di decisivo, perché quello statuto grida vendetta ancor oggi (siamo ormai nel 2017). Ma la sentenza non è tranciante e non tira certe dovute conseguenze, come avrebbe voluto l'imputato, che da innocente e difensore della legalità ha subito cinque anni di processi.

Comunque, finalmente una corte entra nel merito. A pag. 6 la sentenza n.285/96 parla di statuto che rappresenta un deciso ritorno alla situazione statutaria esistente fino al 1980 (come esattamente ha sostenuto l'imputato dal settembre ’90, da prima che lo statuto fosse approvato – 18/10/90-, e da prima di tutti i processi). La sentenza dice: a questo proposito sono sicuramente istruttive le puntuali osservazioni della rag. Louise Pinna e dall'avv. Brunello Acquas acquisite come memorie di parte.


Un piccolo sfogo, però. Nella sentenza n.285/96 della corte d’appello di Cagliari leggo "Il Porcu, con la sua propensione a denunce esposti, ecc.,  appartiene sicuramente alla schiera troppo folta di chi ritiene di poter scaricare sulla giurisdizione penale un carico che non le compete.... ."

Risposte: quando una procura riceve un esposto per fatto non costituente reato, lo archivia motivatamente. Che problema c’è? I problemi ci sono quando l’esposto non è gradito ed è fondato.

Piuttosto, la condiscendenza di gran parte della magistratura sarda verso lo statuto del Banco di Sardegna non solo ha lasciato vivere atti (come lo statuto), formalmente e scientificamente nocivi, ridicoli e spregevoli. Ha processato per cinque anni un innocente e di fatto ha collaborato potentemente alla lenta e dolorosa rovina del Banco. Che è stato stremato da pratiche clientelari consentite anzi previste da statuti del tipo "istituzione" (ante 1980).

Alla fine, è stata la Banca d’Italia che, constatata la perenne ed assoluta incapacità del Potere sardo a gestire una banca se non a modo suo, ha nel 2001 imposto la vendita di tutto il Gruppo Banco (compresa la Banca di Sassari, la Sardaleasing, ecc.), a Soggetto (BPER) non sardo.

 
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