Balletto pre vendita alla BiPER - EMERGENZA MAGISTRATURA

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Balletto pre vendita alla BiPER

STATUTO BANCO SARDEGNA

Gennaio Anno 2000

Ineluttabile la "vendita" del Banco, con annessi e connessi, a soggetto fuori dal'Isola, governato da privati, capace di garantire una gestione volta all'efficienza e non clientelare.

Ci vuole abbastanza tempo per tentare di addomesticare la Banca d'Iitala, per cercare un partner, per pattuirer le condizioni della vendita.

Nelle more, in Sardegna nasce e si alimenta un dibattito politico sull'operazione da realizzare, sul ruolo del Banco, sull'impatto del Banco sull'economia e sulla società sarda.

Si veda, a fianco l'articolo pubblicato il 20/01/2000 a pag.20 de L'UNIONE SARDA, che dà conto d'una risoluzione approvata, dopo durissima battaglia, dalla commissione bilancio del consiglio regionale, (nove sì della maggioranza di centro destra contro sette no del centrosinistra).

A scelta i fatti raccontati paiono il ballo sul Titanic mentre s'avvicinava il mostruoso isberg che l'avrebbe distrutto, oppure i vaneggiamenti del generale che sa che è solo questioni di ore o minuti perchè il suo esercito venga messo in verognosa fuga.

Politici che non avevavo emesso un fiato nei decenni di decadneza clientelare del Banco, nel gennaio 2000 discutono di uno "stop alla privatizzazione del Banco di Sardegna (in attesa di "elaborare un piano che sia conseguente ad una forte azione di potenziamento e rilancio della banca".

Ma lo sanno fare un "piano", maggioranza e minoranza?

Il solo che esce bene da un simile dibattito è Giacomo Sanna  (psdaz), che sia stiene dal voto perchè non sufficientemente informato.

La sola considerazione condivisbile contenuta della "risoluzione" (ultime righe) è la seguente "... il ruolo stoirico del gruppo, i suoi legami profondi con l'Isola, i suoi  abitanti, la sua debole struttura economica".

Si sono dimeticati, quegli onorevoli, della della funzione clientelare, catastrofica per l'Isola, esercitata per decenni dal Banco e che ha portato alla esportazione in Emilia della più grande risorsa, il Banco, teoricamente necessaria anzi indispensabile, sine qua non, a combattere sottosviluppo, disoccupazione e spopolamento.

Infatti le contorsioni della classe politica sarda non sono state prese sul serio. Ed il Banco dal 2000 ha sede effettiva a Modena, e pensa emiliano, non sardo.

 

 
 
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