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Resistere,resistere,resistere

Sceneggiate spot

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"Facce di tolla"

Intimorire, intimorire

Legge - marchetta

Violazioni in tutta Italia .

Art.111 Costituzione ..

Ricusazioni art.38 CPP

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Sceneggiate

 

Ogni tanto la magistratura si autocelebra solennemente.

 

La più ricorrente celebrazione è l’Inaugurazione  dell’Anno Giudiziario che ha luogo nei primi di gennaio d’ogni anno solare. Un  venerdì presso la cassazione, il sabato successivo presso le cento corti d’appello di tutta Italia.

 Cerimonia solenne e suggestiva. I magistrati della corte d’appello si mostrano in pompa magna al pubblico, alle televisioni ed alla stampa. Sfarzo e colori cardinalizi, un’enorme spada della Giustizia viene la sera prima lucidata col sidol della migliore qualità e posta in bella e minacciosa mostra.

 L’impugnatura è a portata di mano dei magistrati, la lama verso il pubblico.

 “Stai attento, siamo in grado tagliarti la testa in men che non si dica”, sembra dire e minacciare.

 Gran dispiego d’Autorità ed invitati, che ha posti riservati, democraticamente.  

Se ti siedi dove non devi arriva subito qualcuno che ti ricorda che sei un suddito. Tv e stampa delle grandi occasioni. Pubblico scarso (chi ci crede più?), ma molti studenti di legge che perderanno presto la fede, ma per ora restano abbagliati.

 Fuori dal palazzo ci accolgono carabinieri a cavallo, muniti di alti e colorati pennacchi ed alta uniforme, poi fino alla sala si cammina timorosi e rispettosi su sfarzose guide rosso – giustizia (cioè rosso sangue altrui).

 Quando nella sala piena entrano i togati cardinalizi, tutti in piedi. Non si fa una standing ovation perché gli spettatori della gran sfilata appaiono paralizzati dalla commozione che prende i cuori.

 Si comincia con i ringraziamenti, i necrologi e gli auguri per chi è andato in pensione, come in tutte le bocciofile.

 Finalmente il discorso-base, grondante ansia per la Giustizia. Ce n’è per tutti, ma per i Colleghi ci sono solo elogi con qualche lieve rimproverino. Non si dice che certe istruttorie e certe sentenze fanno pena, che non viene licenziato nessuno anche certi suoi provvedimenti sono offese all’intelligenza di  chi li legge, che è impossibile protestare (con ricusazioni o esposti quasi sempre insabbiati) contro presunta ingiustizia, che certe nomine il CSM le fa non per merito professionale ma per merito correntizio, ecc..   

 Ebbene, parere di chi scrive è che cotanta e così’ spettacolare cerimonia è una celebrazione vera se celebra un’effettiva Giustizia fatta di tensione verso la perfezione o almeno attenzione per la regolarità e la qualità delle istruttorie e dei processi, di assenza di violazioni di legge, di assenza di cause screditanti l’immagine stessa del magistrato come le numerose violazioni delle norme sulle incompatibilità (ma i magistrati non dovrebbero dare l’esempio?), della trasparenza sulle assegnazioni dei processi, ecc..

 Orbene se non è una cerimonia vera, la gran celebrazione come quella d’IAG rischia di essere valutata e vissuta come una cerimonia finta, cioè come una sceneggiata di cattivo gusto, uno spottone.

Spartacus

 

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