La nota presente nel sito Violare la tanta amata Costituzione contiene una descrizione del significato dell’art.25 primo comma della Costituzione.
Ebbene, con l’on. Mastella ministro della giustizia, il governo Prodi ha ottenuto dalla sua compositissima ma fedelissima (alla sedia) maggioranza parlamentare (e poi dicono che solo il Cavaliere conta su una fedeltà a prova di rielezione basata su spot su tutte le reti!), una piccola riforma dell’Ordinamento Giudiziario.
E’ la legge 111/07, votata al senato con la maggioranza di un voto, ed alla camera con una stragrande maggioranza di deputati sostenitrice del governo Prodi, perché la minoranza di centro destra aveva abbandonato l’aula al momento del voto.
L’art.4 n.19 della legge 111/07 modifica l’art.7 bis della legge sull’OG e dice
"La violazione dei criteri per l'assegnazione degli affari, salvo il possibile rilievo disciplinare, non determina in nessun caso la nullità dei provvedimenti adottati."
Leggiamola bene: la norma dice tranquillamente che si può tranquillamente violare l’art.25/1 della Costituzione.
Tecnicamente, i giuristi si terranno bene alla sedia: siamo di fronte ad una legge ordinaria che dice che la Costituzione può essere violata.
Sostanzialmente la norma dà via libera al self service, cioè al suk dei fascicoli: qualsiasi magistrato “A” che “non possa fare a meno” .
Sa il Cielo quanto spesso capita, a chi ha famiglia e carriera professionale e magari politica da fare, di dover dare una mano italiota al preside, al professore presso il quale suo figlio fa l’assistente, (e quindi una brillantissima carriera universitaria, se gestita bene), a chi chiede stando in commissione per l’esame d’ammissione in magistratura, a chi ha assunto l’altro figlio un po’ pirla, al parente che è sempre un caso ostico da rifiutare, (fa sempre bene qualificarsi come onnipotenti presso i parenti), al PM che vuole curare bene una sua persecuzione,e chiede il suo fidato GUP), Inutile dire che l’interessata ed immorale mano italiota ha significa una richiesta precisa che quel processo venga assegnato al Collega B, (tutt’al più al Collega C). (”Per lo scambio non hai che chiedere….”), ecc.
Naturalmente non è detto che quanto sopra avvenga davvero, o avvenga sempre e dappertutto. Però la norma si presta. Quando ci fossero le altre condizioni, c’è la norma che consente di eliminare ogni protesta, ogni richiesta di spiegazioni, ogni denuncia: non c’è interesse. (Formuletta che è vero cavallo di battaglia….)
La norma può dunque chiamata legge-marchetta?
Spartacus