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La questione morale

Dal sito www.gianpaoloporcu.it t Il 14.0309 spariscono link importanti sul processo n.386/00. Incidente o hackers? Nota sulla sparizione

Nota sulla solareinfondatezza dell'accusa a carico Gian Paolo Porcu

Esposto 78/97 da cui nasce l'accusa
Decreto 23/12/99 che dispone il giudizio
Nota sulla "nomina" del giudice PINTORI
Tre firme diverse tra loro!
Provvedimento 19/02/04 PORCELLA.
Provvedimento 31/01/04 PORCELLA.
Provvedimento 02/02/04 PORCELLA.

La Questione morale

Art.111 Giudice indipendente.

Resistere, resistere,resister...

La procura di Cagliari mette in pericolo il colegio sindacale

Magistratura e Potere.

Gian Paolo PORCU dottore
commercialista





Cagliari 27/05/09 prot.401/09

Ai Colleghi Dottori e Ragionieri Commercialisti sindaci o no di società di capitali

Iscritti negli albi di Cagliari, Lanusei, Oristano, Nuoro,Sassari e Tempio Olbia

Di cui conosco l'indirizzo e.mail

 

Procura della Repubblica di Cagliari. Una deriva che può condurre alla constatazione generalizzata dell'inutilità del collegio sindacale ed al sottosviluppo economico e sociale. (Chi entrerà insocietà come socio di minoranza se non avrà la minima tutela?).

Egregi Colleghi,

molti di noi siamo sindaci di società o potremmo presto esserlo. Non occorre ricordare qui la funzione (qualificante, socialmente utile e gratificante), del collegio sindacale: assicurare il rispetto della legge e dello statuto. Se le regole si possono evadere, non ci può essere fiducia né collaborazione nelle società di capitali, alle quali è affidata molta parte dell'economia e dello sviluppo economico.

La presente per portare a Vostra conoscenza (poi ciascuno rifletterà ed eventualmente agirà nelle sedi in cui ha responsabilità), un precedente (in corso nel palazzo di Cagliari), nel quale a mio parere è messa in discussione l'utilità e quindi l'esistenza stessa del collegio sindacale.

In breve:

In una società (che chiamiamo A), di non piccole dimensioni (giro d'affari '07 circa 25 milioni di euro), sono soci due gruppi: uno di maggioranza (che esprime due amministratori su tre e due sindaci su tre), ed uno di minoranza (che esprime un amministratore ed un sindaco).

La maggioranza (nel capitale, in consiglio e nel collegio) promuove o consente un'enorme quantità di operazioni con "parti correlate", cioè imprese e soggetti economici (che chiamiamo B, C, D), nei quali ha interessi la stessa maggioranza che governa A.

I casi come questi sono governati dall'art.2391 2° comma del codice civile: l'operazione con parte correlata non può essere effettuata se non approvata dal CDA con la dimostrazione documentata e verbalizzata, della convenienza, (per A), a contrattare e concludere (con B, C, e D) piuttosto che soggetti del tutto estranei e concorrenti come X, Y, Z.

Ovviamente, in questo caso, mettere l'operazione all'odg del CDA significa sottoporla al controllo dell'amministratore di minoranza e del collegio sindacale, e lasciare agli atti (ad futura memoria e controllo), verbali dettagliati e documentazione.

Ebbene, nel nostro caso di queste operazioni con parti correlate ne sono state fatte a decine forse centinaia, per milioni di euro (circa 13 milioni di euro nel '05, circa quattro milioni di euro nel '06), ma mai nessuna di esse è stata portata in CDA, nonostante le vive proteste della minoranza e le vivacissime proteste del sindaco di minoranza, il quale alla fine ha presentato alla procura della Repubblica di Cagliari un esposto in cui fa l'ipotesi del reato di violenza privata (art. 610 del codice penale).

L'ipotesi di violenza privata potrebbe essere ravvisata nel fatto che è stato materialmente impedito al sindaco di minoranza l'esercizio del suo dovere-diritto di controllo, con contestuale, patente, continuata, sfrontata, e sorda ad ogni protesta, violazione dell'art.2391 bis codice civile. Insomma (anche) al sindaco di minoranza, che lo chiedeva a gran voce, è stata sistematicamente vietato il controllo sulle rilevantissime operazioni con parti correlate. Gli è stato altresì impedito l'accesso diretto alla contabilità ed alla documentazione, operazioni che gli sono state "consentite" soltanto per il tramite di persona di fiducia della società (cioè della maggioranza). Tale "assistenza" non richiesta e non desiderata è risultata normalmente invasiva ed impeditiva, e tale da monitorare l'attività e le indagini del sindaco.

Ebbene, il pm dr. Luca FORTELEONI con atto 24/09/08 ha chiesto l'archiviazione del PP (n. 93**), perché ha ritenuto non sussistente l'impedimento al controllo sindacale.

Sembra dunque di capire che per la procura di Cagliari il 2° comma dell'art.2391 non operi, e che sia lecito durante la vita della società sottoporre il sindaco (per giunta di minoranza) al monitoraggio di persona di fiducia della maggioranza.

Sembra aver lasciato del tutto indifferente il PM il fatto che nessun verbale del CDA ex art.2391 civile sia stato rinvenuto nonostante la non negata (e non negabile), imponenza con parti correlate, ed il fatto che uno dei due amministratori di maggioranza, titolare di studio di commercialista, ad un tratto e senza alcuna delibera del CDA abbia tolto la consulenza al soggetto esterno che fino allora l'aveva brillantemente svolta, l'abbia trasferita nel proprio studio di amministratore-consulente ed abbia cominciato a parcellare a manetta.

Di quanto sopra Vi informo, assumendomene ogni responsabilità, perché spero che la Categoria voglia, attraverso chi se ne assume tanta o poca rappresentanza, difendere nelle opportune sedi la funzione del collegio sindacale.

Difenderla non perché economicamente e professionalmente gratificante per il singolo sindaco, ma socialmente utile e anzi indispensabile.

Come già detto, non esiste sana impresa ma feroce giungla per tutti se le regole vengono brutalizzate.

A disposizione per ogni possibile chiarimento, cordiali saluti.

Gian Paolo Porcu

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